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“Lo sport, palestra di vita”

IL PATRON DEL GRUPPO ANTHEA SVELA IL SUO RAPPORTO CON L’AGONISMO. E SPIEGA PERCHE’ HA DECISO DI SOSTENERE PALLAVOLO FEMMINILE E CALCIO MASCHILE NELLA SUA CITTA’

di Pietro Romano

“Lo sport per me è molto più di una passione. L’attività sportiva fa parte della mia giornata. Affronto ogni problema con l’esperienza derivata dalla pratica sportiva. L’approccio che ho alle diverse situazioni deriva dall’affinità della mia vita con lo sport. L’agonismo che è in me, in partenza sportivo, si traduce oggi nell’attività imprenditoriale. Lo sport è una palestra per il lavoro, per la vita”. Flavio Marelli, brianzolo di nascita e vicentino di adozione, imprenditore di successo, amministratore unico di Anthea, in parallelo con l’azienda si è impegnato a far crescere il suo sostegno alla cultura e allo sport, agonistico e di base. Nella sua Vicenza appoggia lo sport più seguito e praticato dalle donne (la pallavolo) e quello più seguito e praticato dagli uomini (il calcio). Nel primo caso, Marelli ha puntato ai vertici poiché la prima squadra di Anthea Vicenza Volley gioca nel campionato di A2. Nel secondo caso, con l’ASD Siamo Pedezzi 1950, l’obiettivo è il rafforzamento del settore giovanile nella speranza di formare i talenti del futuro. A monte di queste scelte, principalmente un problema di costi. “L’investimento economico nel calcio – spiega – obbliga a un impegno di almeno venti volte superiore a quello del volley”.    

Marelli, ma che cosa ha determinato in lei questa specie di necessità al sostegno dello sport di squadra nella sua provincia? “Non vorrei sembrare banale – replica a tambur battente – ma l’ho fatto per restituire al territorio una parte di quanto il territorio mi ha dato. Anthea nasce sì dalla mia idea di creare un’azienda di brokeraggio assicurativo ma soprattutto dal sostegno ricevuto dall’imprenditoria locale, che all’epoca ha favorito questa mia idea di impresa e mi ha permesso di dare vita e corpo al mio sogno”.

Marelli ha cominciato con la pallavolo femminile: la provincia di Vicenza è la quarta in Italia per numero di tesserati in un Paese dove il volley è la pratica agonistica femminile più seguita. “Dal 2016, anno della sua fondazione, Anthea Spa è comproprietaria della società sportiva, assieme a me e ad Andrea Ostuzzi, presidente della società stessa – racconta Marelli – in sostanza abbiamo riposto fiducia in un progetto sportivo legato al nostro territorio che unisce in sé talenti e valori trasversali. E nella stagione scorsa siamo stati ripagati con la promozione in serie A2, un regalo non solo a noi ma all’intera città che riconquista l’eccellenza nella pallavolo”.

La squadra della Anthea Vicenza Volley

Vicenza ha la pallavolo nel cuore. Ma il calcio rimane lo sport maschile preferito. Nel capoluogo berico fu fondata nel 1902 la prima società di football che ha militato per lunghi anni in serie A ma poi di crisi in crisi è fallita. Nel 2018 la ricostituzione che ha già condotto LR Vicenza in serie B. Ma l’investimento di Marelli (e di due imprenditori che si sono uniti al titolare di Anthea: Mauro Trimigliozzi e Gianluca Viero) non è mirato al sogno di un derby stracittadino con i bianco-rossi della principale squadra locale. Tutt’altro. “Non abbiamo nessuna ambizione di raggiungere prestigiose mete calcistiche, magari entrando in concorrenza con la nostra squadra di calcio più blasonata, anzi auguro i migliori successi al Vicenza – replica – il nostro  progetto, ambizioso, lo riconosco, è altresì un progetto formativo: attraverso il calcio ci piacerebbe formare non solo grandi atleti, ma soprattutto veri, grandi uomini”.

Questo progetto passa da una storica società berica – Siamo Pedezzi 1950 – trasformata in un grande vivaio. Con due esempi che ci fa Marelli. Uno, alto, che guarda all’Olanda degli anni settanta, quella mitica nazionale composta da tante eccellenze riunite in una sola squadra dalla filosofia rivoluzionaria e positiva. L’altro, più vicino alle ambizioni del titolare di Anthea e dei suoi soci, che guarda alla Lodigiani, la terza squadra di Roma che non ebbe mai l’ambizione di competere con i due più noti team capitolini ma si proponeva principalmente di formare giovani talenti, nel calcio e nella vita. “Noi vogliamo far crescere i giovani ed ecco perché puntiamo soprattutto al settore giovanile. Certo, pensiamo a un picco, con la prima squadra che vorremmo riuscisse a militare con onore ai vertici del calcio dilettantistico triveneto. Il nostro è comunque un investimento molto importante. Puntiamo a costruire nuovi impianti in città, per riavvicinare i nostri giovani a una sana pratica sportiva. Il nostro obiettivo non sono coppe e medaglie, o meglio non sono solo coppe e medaglie. Per quest’anno – sottolinea in conclusione Flavio Marelli – il nostro obiettivo è quello di crescere complessivamente tra pallavolo femminile e calcio maschile ad almeno cinquecento tesserati dalla stagione sportiva 2022/2023 dai quattrocento che sono oggi”.