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DEMOGRAFIA: È TEMPO DI AGIRE

Donatella Possemato

di Giosetta Ciuffa

Anche quest’anno, la prima nascita in Italia è avvenuta nella casa di cura Santa Famiglia di Roma. Con il suo pianto pieno di vita e poco più di quattro chili, Olivia ha salutato mamma e papà assicurando loro un capodanno indimenticabile e ricevendo sui social il benvenuto da parte del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e della presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Licia Ronzulli.

È la quinta volta consecutiva che l’unica clinica monospecialistica italiana in Ostetricia e Ginecologia si aggiudica la prima nascita dell’anno. Insieme ad Aleksandra e Luca, genitori di Olivia, nel 2021 sono stati molti altri a scegliere la clinica romana di via dei Gracchi per mettere al mondo i propri bambini: la clinica ha infatti registrato il felice record di 2050 bebè.

La direttrice della casa di cura Santa Famiglia Donatella Possemato e il responsabile dell’Ostetricia, dottor Luca Cipriano, esprimono soddisfazione per una collaborazione di successo che accresce la reputazione della clinica come centro nascite di eccellenza a Roma: «Questa nascita – spiega Donatella Possemato – rappresenta una doppia vittoria, innanzitutto perché ogni nuovo nato è un inno alla vita ma soprattutto perché entrambi i genitori erano risultati positivi a pochi giorni dal termine della gravidanza e sono riusciti a sconfiggere il Covid in tempo per accogliere al meglio la loro primogenita! Ringrazio di cuore l’equipe medica guidata dal dottor Luca Cipriano e tutti i dipendenti della clinica i quali, con competenza e dedizione, prendono in carico la donna fornendo un’assistenza a 360 gradi e garantendo gli standard qualitativi di eccellenza che – conclude – hanno permesso di sviluppare un modello assistenziale ‘casa di cura Santa Famiglia’ ad hoc per la donna e per il percorso nascita».

Il dottor Luca Cipriano (a destra per il lettore) con un collega

Una nascita che ha tenuto tutti con il fiato sospeso proprio a causa della positività di entrambi i genitori Luca e Aleksandra (Banach, modella e già Miss Roma 2014), che hanno preferito aspettare di vaccinarsi dopo il parto, rischiando però complicazioni a causa del contagio, che fortunatamente non si sono presentate.

Si consiglia o meno la vaccinazione alle donne in gravidanza? Precisa Donatella Possemato: “La storia dei genitori di Olivia è in effetti un’occasione per ribadire l’importanza della vaccinazione e che le donne incinte non hanno nulla da temere. Il Covid-19 oggi rende tutto più complicato nella gestione del parto e del neonato ma proprio grazie ai rigorosi protocolli di sicurezza e ai percorsi anti Covid garantiti nella nostra struttura, nonché l’accesso limitato a un solo familiare, solitamente il papà, munito di super green pass e test antigenico rapido, possiamo assicurare la continuità assistenziale alle nostre pazienti che qui vivono un momento magico della loro vita, garantendo tutte le cure e le attenzioni sulle quali si fonda il benessere complessivo della mamma, del bambino e della sua famiglia”.

E a vedere Olivia appena venuta al mondo, in braccio alla mamma e al papà, in una foto che ha avuto una diffusione davvero molto ampia sulla stampa e sui media online, è palpabile la gioia non solo della coppia ma anche del coordinatore, dottor Luca Cipriano, e di tutta la sua equipe. Conosciuto anche come il ginecologo delle vip, Cipriano specifica che questa definizione non gli si addice: “Sono il ginecologo di tutte, è vero però che la casa di cura Santa Famiglia viene scelta da tanti personaggi famosi appartenenti al mondo dello spettacolo, della politica, dello sport, per far nascere i loro figli. Per noi, però, le partorienti sono tutte vip! Ogni mamma ha un suo percorso, una storia, un vissuto e noi vogliamo coccolarla, farla sentire al top, accoglierla e prenderci cura di lei nel migliore dei modi, con eccellenza. Penso sia questo il segreto alla base della scelta di molte donne di essere accompagnate da noi e di partorire nella nostra struttura.”

Intanto, Donatella Possemato può vantare anche il record di 2050 bambini nati nel 2021 in Santa Famiglia, un dato in controtendenza rispetto all’inverno demografico che si registra nel nostro Paese: “Siamo felici e orgogliosi di questo risultato a livello nazionale e soprattutto regionale – sottolinea – nel Lazio tra il 2015 e il 2020 c’è stata una caduta generale della natalità, aggravata dalla pandemia, un risultato che ci posiziona subito dopo la Sardegna che ha il triste primato del maggior calo nascite”.

I numeri forniti dal rapporto del Censis sulla denatalità in Italia sono allarmanti: nel 2020 si è registrato un calo di 15mila nascite rispetto all’anno precedente. Nel 2021 trend ancora drammaticamente in diminuzione: tra gennaio e settembre sono nati 12.500 bimbi in meno rispetto al 2020. Tra le province che perdono maggiormente popolazione, tre sono laziali (Rieti, Frosinone e Viterbo) a fronte delle province di Bolzano (+2,6%), Milano (+1,5%) e Parma (+1.5%) dove invece la popolazione cresce. Nel Lazio nel 2020 i neonati sono stati appena 37mila, il 21,4% in meno (a livello nazionale è -16,8%). Una popolazione di 5 milioni e 700mila persone che fa nascere appena 37mila bam- bini è davvero un fatto macroscopico.

Parallelamente, l’Istat non vede un futuro demografico più roseo bensì un calo graduale ma continuativo della popolazione: in venti anni, dal 2020 al 2040, le previsioni stimano importanti variazioni nel numero delle coppie con figli, che passerebbero dal 32,1% al 23,9% delle famiglie totali. Le coppie senza figli saliranno invece dal 19,8 del 2020 al 21,6%. Ancora un altro dato «tecnico», questa volta anagrafico: si fanno figli in età sempre più avanzata, quando l’età della coppia è nella curva discendente della fertilità (sopra i 30 anni), quando maggiori sono le difficoltà per procreare.

Olivia, la prima nata del 2022

Spesso il crollo delle nascite è addebitato a fattori economici, all’instabilità del lavoro e così via. Soggettivamente queste saranno ragioni vere, ma sul piano generale la tesi non regge: nascono più bambini nelle periferie del mondo che nei centri città. Il punto dev’essere da qualche altra parte: negli stili di vita; nelle nuove gerarchie di attribuzione d’importanza ai singoli eventi della vita personale; alla percezione della contraddizione tra avere un figlio e altre aspettative. Però ci dev’essere dell’altro, di ancora più profondo.

“Credo sia fondamentale ripartire da una cultura del sentimento, perché penso – ribadisce Donatella Possemato – che la nascita di un figlio sia il più grande atto di fiducia nella vita”. La società odierna però non trasmette altrettanta fiducia. Un’intelligente proposta al Governo, lanciata dalla direttrice della casa di cura nonché presidente dell’associazione Impresa per la Vita, è l’istituzione immediata di un’authority che attraverso azioni concrete inverta la tendenza in corso e attivi strategie che consentano di uscire dallo stallo demografico: un percorso lungo, poiché si è già superato il punto di non ritorno.

Compito di un’istituzione del genere sarebbe inoltre fare formazione e, mediante materie quali psicologia, nutrizione, sessuologia, prevenzione, educare i giovanissimi a divenire adulti consapevoli e a ritrovare fiducia in se stessi, negli altri e nel domani, come ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo discorso di addio al Quirinale: “Alle nuove generazioni sento di dover dire: non fermatevi, non scoraggiatevi, prendetevi il vostro futuro perché soltanto così lo donerete alla società”.