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ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA PRESENTA LA VISIONE

L’Accademia Nazionale di San Luca presenta LA VISIONE, un ciclo di incontri, ospitati a cadenza mensile nella sede di Palazzo Carpegna, con personalità di spicco del mondo culturale e scientifico internazionale, invitate a raccontare il proprio particolare punto di vista sulla contemporaneità

Con LA VISIONE, l’Accademia vuole sottolineare la sua natura di laboratorio culturale, attento alle dinamiche del sapere contemporaneo, ed evidenziare come l’arte non sia estranea alle discipline della conoscenza ma anzi, come da esse tragga il proprio nutrimento.

VISIONE è, naturalmente, la principale modalità di percezione ed espressione delle arti figurative.

VISIONE è anche quella che ciascun individuo ha del mondo, della storia, della politica e della società, della scienza, della religione, e così via. 

VISIONE è ancora tutto ciò che abbia la capacità di allargare e rinnovare i confini della mente. 

VISIONE infine è, letteralmente, ‘apparizione’ intesa come il manifestarsi inaspettato del nuovo. Un miracolo laico che spetta in primis agli artisti e agli scienziati ma poi di fatto a tutti gli esseri umani.

Il programma di colloqui inizia lunedì 30 maggio 2022, alle ore 17.30, a Palazzo Carpegna, con Agostino De Rosa, architetto e professore ordinario presso l’Università Iuav di Venezia(Italia), in conversazione con Marco Tirelli, artista e vicepresidente dell’Accademia Nazionale di San Luca.

L’intervento Cecità del vedere. Archeologia della visione e suo futuro, vuole indagare la storia delle immagini che insiste sulla luce e sul tema del visivo quali elementi generatori dell’estetica figurativa occidentale. 

Agostino De Rosa proverà come sia possibile ipotizzare che le immagini più prototipiche, quelle più radicate nel nostro inconscio ottico, nascano dall’ombra e utilizzino la cecità come potente metafora della “verità”. Partendo dal mito della caverna platonica, per poi passare allo studio della camera oscura, intesa come “forma simbolica”, la comunicazione rintraccia un sentiero alternativo in cui le opere di Robert Motherwell, le installazioni di James Turrell, i dipinti di Marco Tirelli, le fotografie di Abelardo Morell e di Hiroshi Sugimoto, solo per citare alcuni degli autori analizzati, sembrano stringere un legame perturbante e inedito con le immagini parastatiche preistoriche, con alcune forme di cecità, e con i disturbi ottici degli acromati polinesiani, suggerendo che forse, per vedere meglio la realtà, sia necessario chiudere i propri occhi.

Agostino De Rosa è architetto e professore ordinario presso l’Università Iuav di Venezia Dipartimento di Culture del Progetto e la Venice International University. Ha ricoperto docenze e tenuto conferenze presso università e istituzioni culturali in Italia e all’estero. È autore di libri e saggi incentrati sui temi della rappresentazione e della storia delle immagini, tra i quali ricordiamo: Cecità del vedere. Sull’origine delle immagini, Aracne 2021; Roma anamorfica. Prospettiva e illusionismo in epoca barocca, Aracne 2019; (con G. D’Acunto) Rappresentazioni alle soglie del vuoto. Estetiche della sparizione, Il Poligrafo 2014; Jean François Niceron. Prospettiva, catottrica e magia artificiale, Aracne 2013; James Turrell. Geometrie di luce. Roden Crater project, Electa 2007. Ha collaborato con il regista Werner Herzog nel film Salt and Fire (Germania 2016). Coordina scientificamente il gruppo di ricerca Imago rerum e la relativa unità di ricerca (presso l’Università Iuav di Venezia) con le quali ha curato mostre presso istituzioni nazionali e straniere.

A seguire mercoledì 22 giugno 2022 Giacomella Orofino, professoressa ordinaria di Lingua e letteratura tibetana e di Civiltà e religioni indotibetane presso l’Università di Napoli “L’Orientale”. Titolo del suo intervento: “La metafisica della luce nelle tradizioni del buddhismo esoterico indiano e tibetano”.

A luglio sarà proposto sul canale Youtube dell’Accademia l’appuntamento con Sir Roger Penrose, matematico, fisico e cosmologo britannico, premio Nobel per la Fisica 2020. Titolo del suo intervento: “Un’interazione tra matematica ed estetica visiva”.