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SLA E MICROBIOTA INTESTINALE , LO STUDIO 

MICROBIOTA INTESTINALE SLA

La comunità internazionale accoglie con interesse i risultati preliminari di uno studio sulla connessione tra microbiota e SLA. La ricerca è stata presentata dal Policlinico Gemelli al congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive. L’ipotesi è quella di modulare la risposta infiammatoria alla base della distruzione progressiva dei neuroni motori, modificando la composizione del microbiota intestinale in senso anti-infiammatorio

È noto da tempo che alcune alterazioni nella composizione del microbiota intestinale sono legate ad alcune patologie neurologiche (asse intestino-cervello).

Rallentare la progressione della SLA e farlo nelle prime fasi attraverso un trapianto di microbiota intestinale, da un donatore sano.

È questa l’ipotesi alla base dello studio FETRALS, un trial clinico randomizzato multicentrico, concepito in sinergia con la Professoressa Jessica Mandrioli, Neurologa dell’Università di Modena – Reggio Emilia, il Professor Amedeo Amedei Immunologo dell’Università Firenze e il Professor Luca Masucci Microbiologo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma.

Alcuni risultati preliminari sono stati presentati a Copenhagen, in occasione del Congresso Europeo di Microbiologia Clinica e Malattie Infettive.

La SLA e l’attivazione di vie pro-infiammatorie

La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una grave patologia caratterizzata dalla degenerazione dei neuroni motori a livello del midollo spinale e del cervello. Provoca la comparsa di una paralisi progressiva, di disabilità fisica ingravescente e porta al decesso in media a 2-5 anni dalla diagnosi.

La SLA ha un’incidenza di 2,8 per 100.000 persone in Europa e di 1,8/100.000 in Nord America; l’età d’esordio è tra i 40 e i 70 anni (in media 55 anni). Nel 5-10% dei pazienti è possibile individuare una serie di fattori genetici trasmessi all’interno delle famiglie; ma ben il 90% dei casi è ‘sporadico’ e non ha cause note. Anche per questo è molto difficile formulare un trattamento che sia valido per tutti.

Di recente sono stati proposti come fattori cruciali:

  • lo stress ossidativo (dovuto ad uno squilibrio tra radicali liberi e fattori anti-ossidanti nell’organismo)
  • un danno o la morte delle cellule nervose (esotossicità)
  • l’attivazione di vie pro-infiammatorie

Un ruolo molto importante nel regolare o sopprimere le risposte del sistema immunitario è giocato dai linfociti T ‘regolatori’ (Treg); per questo i ricercatori hanno ipotizzato che l’espansione e l’attivazione dei Treg potrebbe esercitare un effetto terapeutico nei pazienti, almeno nelle prime fasi della malattia.

Lo studio FETRALS e i primi risultati

Lo studio FETRALS ha arruolato 42 persone (di età compresa tra i 18 e i 70 anni) con SLA in fase iniziale; i pazienti sono stati randomizzati a ricevere un trapianto di microbiota intestinale, all’inizio dello studio e 6 mesi dopo, o placebo (14 pazienti).

I ricercatori hanno raccolto campioni di feci, saliva, sangue per valutare come il trapianto di microbiota influenzasse la composizione del microbiota intestinale del paziente, lo stato infiammatorio e il sistema immunitario. Allo scopo di gettare luce sui processi iniziali della SLA.

Ogni paziente è stato inoltre sottoposto a due biopsie intestinali (a 6 e 12 mesi), mediante colonscopia.

microbiota intestinale

Obiettivo principale dello studio era documentare una variazione significativa nel numero dei Treg nei pazienti sottoposti a trapianto di microbiota, nei 6 mesi dall’inizio dello studio.

I ricercatori del Gemelli hanno presentato all’ECCMID i risultati preliminari; relativi alla composizione del microbiota intestinale di 6 pazienti all’inizio dello studio, che mostrano un’abbondanza relativa di Proteobatteri (15%).

Proteobacteria sono in grado di dialogare con il sistema immunitario e di promuovere l’attivazione di alcune vie pro-infiammatorie. Allo stesso tempo, alcuni studi animali (su modelli murini) hanno evidenziato significative alterazioni del microbiota intestinale nelle prime fasi della SLA; tutto ciò ha portato ad ipotizzare un possibile ruolo del microbiota intestinale nello sviluppo della SLA.

Il microbiota intestinale è composto da organismi cruciali per la salute umana

Il microbiota intestinale – spiega il professor Masucci – è un ecosistema complesso composto da trilioni di microrganismi, cruciali per la salute umana. Al momento abbiamo a disposizione due opzioni per esplorarne la complessità: la metagenomica e la colturomica. Quest’ultimo è un approccio che utilizza varie condizioni di coltura e la successiva analisi dei componenti del microbiota; attraverso la spettrometria di massa ed eventualmente il loro sequenziamento.

La caratterizzazione del microbiota intestinale rappresenta una strategia fondamentale per mettere in relazione il suo possibile ruolo con la salute dell’individuo. Non solo per quanto riguarda le patologie intestinali, ma anche quelle sistemiche”.

La speranza nel trapianto di microbiota

Ci auguriamo che il nostro lavoro – commenta la dottoressa Guarnaccia – apra la strada ad una un’innovativa possibilità di trattamento per una condizione, come la SLA, che ha un’enorme unmet need terapeutico. La nostra speranza è che il trapianto di microbiota possa aumentare in maniera significativa il numero di T-reg. Così da modificare l’attività delle cellule immunitarie che circondano i motoneuroni in senso anti-infiammatorio e neuroprotettivo, per rallentare la progressione della SLA”.

Le nuove informazioni provenienti da questa nostra ricerca – conclude il professor Masucci – potrebbero aprire la strada a nuovi approcci terapeutici volti ad alterare o ad interferire con l’infiammazione. Contiamo di avere a disposizione tutti i risultati di questo studio nel 2024”.