Home Ricerca e Innovazione VULCANO: INDIVIDUATA LA SORGENTE DELLA RIATTIVAZIONE

VULCANO: INDIVIDUATA LA SORGENTE DELLA RIATTIVAZIONE

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Reto Scheiwiller

Con un’indagine pionieristica, un team di ricerca dell’Ingv e del Cnr ha svelato importanti dettagli sulla natura dell’attività del vulcano e aperto nuove strade nella valutazione del rischio. Lo studio è pubblicato su Geophysical Research Letters

Un team di ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) e dell’Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Irea) ha recentemente compiuto un passo significativo nel comprendere e monitorare l’attività vulcanica sull’isola di Vulcano. Attraverso l’analisi di dati satellitari avanzati e segnali sismici, la mappa della sorgente vulcanica è stata tracciata, portando a implicazioni rilevanti per la sicurezza dell’area.

Pubblicato sulla rivista Geophysical Research Letters, lo studio si è concentrato sull’utilizzo di dati InSAR (Interferometria radar satellitare) e GNSS (sistema satellitare globale di navigazione) per esplorare la dinamica della riattivazione vulcanica. Il ricercatore Federico Di Traglia, dell’INGV, sottolinea che la sorgente è stata individuata a 500 metri sotto l’area craterica di Vulcano, operante tra luglio e dicembre 2021.

Implicazioni e Evoluzione della Sorgente

Valentina Bruno, ricercatrice dell’Osservatorio Etneo dell’INGV, spiega che l’analisi ha coinvolto la localizzazione e la valutazione dell’evoluzione della sorgente utilizzando dati da Sentinel 1 e dell’Osservatorio Etneo dell’INGV. Eventi VLP (Very Long Period) riscontrati nello stesso periodo hanno supportato l’aumento della dilatazione dell’area vulcanica e sono stati associati al sistema idrotermale sotto il cono de La Fossa.

Quadro di Pericolosità e Futuri Passi

L’analisi ha collegato l’attività del 2021 a manifestazioni vulcaniche simili a quelle del 1970, delineando un quadro periferico di pericolosità concentrato sulle esplosioni freatiche. Francesco Casu, dirigente di ricerca del Cnr-Irea, spiega che i prossimi passi includeranno lo studio delle proprietà elastiche delle rocce del cono de La Fossa per valutare i livelli di pressione necessari per esplosioni freatiche, aprendo una nuova frontiera nella comprensione e nella prevenzione dei potenziali rischi vulcanici.

Implicazioni per la Protezione Civile

È importante sottolineare che, al momento, la ricerca ha una valenza principalmente scientifica e non ha implicazioni dirette sulle misure di protezione civile. Tuttavia, rappresenta un contributo potenzialmente cruciale per affinare gli strumenti di previsione e prevenzione in futuro, senza alcun impatto immediato sulla sicurezza della popolazione. L’obiettivo finale è migliorare la comprensione dei rischi vulcanici e rafforzare le misure preventive in modo proattivo.