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PERCORSO NASCITA: 9 DONNE SU 10 SODDISFATTE

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Percorso Nascita: La fotografia dei primi mille giorni di vita scattata dall’Iss. Quattro indagini sulla salute mentale materna e perinatale

Il Ministero della Salute ha promosso e finanziato il progetto, coordinato dall’ISS, Percorso Nascita. E ha pubblicato i primi risultati in merito alla “Rilevazione dei percorsi preventivi e assistenziali offerti alla donna, alla coppia e ai genitori per promuovere i primi 1000 giorni di vita, anche al fine di individuare le buone pratiche, i modelli organizzativi e gli interventi adeguati”.

Percorso Nascita, la raccolta dati in 3 ambiti

Il progetto, che si concluderà a maggio 2023, ha coinvolto 9 Regioni e una Provincia autonoma per un totale di oltre 500 professionisti. Ha previsto la raccolta di dati in tre ambiti:

  • la qualità percepita durante il percorso nascita da parte delle donne che partoriscono
  • la promozione della salute mentale materna dalla gravidanza al periodo postnatale
  • il supporto alla genitorialità offerto dai servizi e dai professionisti sociosanitari

Con un gruppo multidisciplinare di esperti è stato possibile raccogliere e analizzare molteplici informazioni relative ad attività e interventi di respiro locale e nazionale; implementati in contesti diversi con l’obiettivo comune di promuovere la salute nei primi 1000 giorni di vita -. Afferma Serena Donati, Direttrice del Reparto Salute della Donna e dell’Età Evolutiva del Cnapps dell’Iss -.

Le informazioni ottenute potranno facilitare lo scambio di esperienze fra professionisti e decisori di diverse aree del Paese; ponendo le basi per investire negli interventi di sviluppo infantile precoce raccomandati da Oms, Banca mondiale e Unicef”.

Il 90% delle donne promuove il Percorso Nascita

Dai risultati è emerso che le donne promuovono il percorso nascita: il 90% riferisce un’esperienza complessivamente buona o ottima dell’assistenza ricevuta durante la gravidanza, il travaglio/parto, dopo la nascita e il ritorno a casa. Gli aspetti in cui le esperienze delle sono più positive riguardano la fiducia nei professionisti sanitari e il trattamento ricevuto, rispettoso e dignitoso.

L’ambito considerato più critico è quello sulle informazioni ricevute sui cambiamenti di umore e sulla salute mentale.

Assistenza e tutela della salute mentale

In 15 Aziende sanitarie il consultorio familiare è emerso come il luogo di riferimento per la promozione e la tutela della salute mentale in gravidanza e dopo il parto.

Il 90% dei consultori garantisce la valutazione dello stato emotivo e del rischio di depressione perinatale, cui si affianca un’ampia offerta di interventi di supporto. Tuttavia, un protocollo scritto per l’assistenza integrata alle donne con disturbo mentale perinatale è disponibile nel 55% dei consultori familiari, ma non in quelli del Sud.

Inoltre, l’indagine in 119 Dipartimenti di salute mentale (Dsm) nazionali evidenzia che l’80% non dispone di un Protocollo Diagnostico Terapeutico Assistenziale dedicato.

Le criticità migliorabili

Oltre il 90% dei pediatri di libera scelta ha mostrato una buona conoscenza dei temi della prevenzione e promozione della salute nei primi due anni di vita. Con alcune criticità: il 31% ritiene sicura l’assunzione di una piccola quantità di alcol – un bicchiere di vino – in gravidanza, più del 40% dei pediatri non informa sempre i genitori sui rischi legati all’assunzione di alcol durante l’allattamento e l’11% ritiene che la depressione materna scompaia senza necessità di trattamento.

Fra le criticità migliorabili sono emerse la possibilità di scegliere il tipo di assistenza in gravidanza e al parto – non offerta al 32% delle partecipanti – e la qualità dell’assistenza dopo il parto, sia in ospedale che sul territorio, per la quale le donne riferiscono esperienze meno positive. Le donne con difficoltà economiche descrivono esperienze meno positive in tutto il percorso di assistenza. Hanno partecipato all’indagine 16 punti nascita di II livello in nove Regioni e una Pa, noti quali sedi di buone pratiche assistenziali.