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LA SANITÀ RITORNI TRA DI NOI

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di Pietro Romano

Sanità: la spesa in Italia torna a salire nel 2023. Ma è destinata nuovamente a ridursi nei prossimi due anni. A dimostrazione di una ondivaghezza che i problemi creati dai tagli draconiani al settore nel decennio di governi tecnici o finto-politici (fatti esplodere dalla pandemia, e non solo) potrebbero non essere destinati a finire

La notizia positiva è che nel Documento di economia e finanza licenziato dal governo le previsioni per il comparto migliorano, rispetto alla NaDef (Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza) del novembre passato. Per l’anno in corso la spesa si attesta a 136,043 miliardi, pari al 6,7% del prodotto interno lordo (Pil), in sensibile progresso (4,3 miliardi) sul dato della NaDef di novembre 2022.

La spesa sanitaria è destinata a calare nel 2024

Ma con la buona notizia arrivano immediatamente le cattive. Nello stesso Def. Il Documento informa che nel 2024 la spesa calerà al 6,3% del Pil, nel 2025 scenderà ulteriormente al 6,2% e nel 2026 si attesterà allo stesso livello.

Di fronte a un incremento del Pil previsto al 3,6% nel triennio 2024-2026, la crescita della spesa sanitaria dovrebbe fermarsi all’1,8%. L’aumento di quest’anno comunque è dovuto soprattutto allo strascico di spese per combattere il Covid e agli arretrati per il rinnovo contrattuale 2019-2021. Venute meno queste fonti di spesa, dall’anno prossimo arriva l’arretramento.

Un andamento che sembra cozzare contro le parole che all’indomani della Pasqua ha inviato papa Francesco ai membri dell’Associazione religiosa istituti socio-sanitari. 

Ci sono persone che per scarsità di mezzi non riescono a curarsi – ha sottolineato il sommo pontefice – per le quali anche il pagamento di un ticket è un problema. E ci sono persone che hanno difficoltà di accesso ai servizi sanitari a causa di lunghissime liste d’attesa, anche per visite necessarie e urgenti. Il bisogno di cure intermedie poi è sempre più elevato e per gli anziani esiste il rischio di favorire percorsi poco rispettosi della dignità stessa delle persone. Il ritorno della ‘povertà di salute’ sta assumento in Italia proprozioni importanti, soprattutto nelle regioni segnate da situazioni socio-economiche più difficili”.

Un intervento ineccepibile, quello di papa Francesco, anche per quanti non sempre ne condividono le sue prese di posizione sociali e politiche.

Un problema sanitario di natura economica

Bisogna stare attenti a non farsi coinvolgere da polemiche di natura politica e da quanti cercano di addossare all’attuale esecutivo colpe che risalgono a molti anni fa, quando l’odierna opposizione era a sua volta al governo. Un governo politico e solido quale il presente ha però più frecce a disposizione dei precedenti, perlomeno da oltre dieci anni a questa parte. Ma la sanità deve riguadagnare il posto che ebbe nel dibattuto pubblico, non solo politico, negli anni settanta. Ovviamente depurato dagli eccessi ideologici che inquinarono una stagione fortunatamente alle nostre spalle.

Sanità: un’emergenza che dovrebbe essere affrontata a Bruxelles

Il problema è economico. Ma non solo. Anche perché i numeri dimostrano che la situazione sanitaria, in termini di offerta, in Italia è allarmante. Ancor di più di un’Europa dove proprio le carenze nel settore sembrano drammaticamente unificare i diversi Paesi. L’emergenza è continentale e dovrebbe essere affrontata a Bruxelles immediatamente, al posto magari di tante battaglie e guerre combattute in nome delle mode più assurde, vacue, pericolose.

Eppure, il nostro Paese riesce a essere in retroguardia anche su questo fronte. Un esempio per tutti? Le carenze mediche. Agenas, ha appena evidenziato un rapporto medico-pazienti tra i più bassi d’Europa. Una carenza che tocca in particolare la medicina generale. Quella più vicina alle persone. Insomma quella sanità a presidio della quale percepiamo tutti, sempre di più, il venir meno.