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TUMORI DEL SANGUE: I NUOVI SCENARI TERAPEUTICI

beclose2 hematology

A Roma la terza edizione di “BeClose2 Hematology, creating new connections”; evento organizzato da AbbVie per condividere tra i principali esperti del settore nuove prospettive di cura e dati di pratica clinica nelle più rilevanti patologie ematologiche. Come leucemia linfatica cronica, la leucemia mieloide acuta, il linfoma diffuso a grandi cellule, il mieloma multiplo e la mielofibrosi

di Katrin Bove

La terza edizione di BeCLose2 – Hematology, creating new connections è stata organizzata da AbbVie a Roma. Due giorni di confronto per esplorare le nuove frontiere dell’ematologia e dei tumori del sangue, attraverso una condivisione di esperienze e di evidenze scientifiche.  

“Un incontro per esplorare nuovi approcci, terapie innovative e meccanismi di azione. Per accelerare il raggiungimento di progressi nella cura delle neoplasie ematologiche“. – Dice Annalisa Iezzi, Medical Director di AbbVie Italia -. “Da oltre vent’anni siamo consapevoli che la migliore scienza nasce dall’attività dei nostri ricercatori e dalla collaborazione virtuosa tra le diverse parti”.

Il progetto per favorire connessioni e ottimizzare la gestione clinica dei pazienti

Il progetto ha coinvolto 130 ematologi provenienti da tutta Italia, con l’obiettivo di creare circolazione di conoscenze, favorire le connessioni e le esperienze.

Il fine è quello di ottimizzare la gestione clinica del paziente e fare il punto sugli ultimi progressi della ricerca. Soprattutto sulle prospettive future dei meccanismi biologici alla base delle principali patologie ematologiche. Come la leucemia linfatica cronica, la leucemia mieloide acuta, il linfoma diffuso a grandi cellule, il mieloma multiplo e la mielofibrosi.

Leucemia mieloide acuta: i nuovi scenari

Accanto ai progressi avuti nel trattamento della leucemia linfatica cronica, si aggiunge il nuovo scenario terapeutico disponibile per la leucemia mieloide acuta. L’Aifa ha infatti approvato, il 1 aprile di quest’anno, la rimborsabilità di venetoclax in combinazione con azacitidina,  riconoscendone l’innovatività piena.

 “La leucemia mieloide acuta – ha affermato il professor Felicetto Ferrara, Direttore della Divisione di Ematologia dell’AORN A.Cardarelli di Napoli – rimane una malattia a prognosi negativa, soprattutto nel paziente anziano. Solo il 20% dei pazienti, con età superiore ai 65 anni, sopravvive a 5 anni. Le nuove armi oggi a nostra disposizione permettono di trattare in maniera efficace un numero più elevato di pazienti anziani e di ottenere una sopravvivenza mediana superiore di almeno sette-otto mesi rispetto alle terapie precedenti.

Le prospettive future, inoltre, sembrano ulteriormente positive. L’impressione è che le terapie basate, ad esempio, sulla combinazione fra venetoclax e azacitidina possano dare risultati importanti nella cura di questa malattia. Siamo insomma davanti a un approccio rivoluzionario che potrebbe non dico riscrivere ma sicuramente aggiornare la strategia terapeutica di questa patologia”. 

Buone anche le prospettive terapeutiche per i pazienti affetti da mieloma multiplo e mielofibrosi

Il mieloma multiplo è un tumore maligno che colpisce alcune cellule del sistema immunitario e che interessa in particolare le persone avanti con gli anni. “Fino a poco tempo fa – ha ricordato Maria Teresa Petrucci, Dirigente Medico presso l’Azienda Ospedaliera Policlinico Umberto I, Dipartimento di Medicina Traslazionale e di Precisione dell’Università Sapienza di Roma – la sopravvivenza dei pazienti oltrepassava di poco l’anno. Oggi invece la malattia, grazie agli inibitori del proteosoma, agli immunomodulanti e agli anticorpi monoclonali, va sempre più cronicizzandosi. Le molecole di ultima generazione stanno poi ridisegnando la patologia e la sua cura. La percentuale di sopravvivenza è in crescita“.

Grandi passi avanti anche quelli fatti nel contrasto di un’altra grave patologia, la mielofibrosi: “Anche qui – ha sottolineato nel suo intervento Francesco Passamonti, Professore Ordinario di Ematologia all’Università di Milano e Direttore di Ematologia della Fondazione IRCCS del Policlinico di Milano – stiamo ottenendo risultati con una combinazione di farmaci che colpiscono più target. L’impiego delle molecole ruxolitinib e navitoclax ha fatto registrare, in prima linea, la riduzione della milza nel 70% dei pazienti trattati, la riduzione del carico mutazionale JAK2 nel 53% e la riduzione di un grado della fibrosi midollare nel 30-35%. Non sappiamo ancora cosa questo voglia dire sulle aspettative di vita delle persone colpite dalla malattia, ma sappiamo, in seconda linea, che, rispetto alle tecniche tradizionali, l’efficacia di questa nuova terapia impatta positivamente sulla sopravvivenza, con effetti biologici e clinici molto evidenti“.