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IL DEFAULT USA CHE NON È MAI ESISTITO

Default USA

Il TGA americano sta arrivando allo zero. Tradotto: il governo americano non potrà più finanziare la spesa pubblica e andrà in default

Di Luca Lippi

Film già visto! Al netto della comunicazione che, ormai, sceglie solo la via catastrofista per riempire i fogli quotidiani fondando la strategia sulla scarsa memoria – e conoscenza – della platea di lettori di quotidiani, non ci sarà nessun default a stelle e strisce. Le possibilità che non si raggiunga un accordo per il tetto del debito siano piuttosto basse, è solamente il gioco delle parti della politica tra democratici e repubblicani.

Il TGA (Treasury General Account) è un fondo di liquidità, una sorta di conto corrente, dove si raccolgono i soldi versati dai contribuenti attraverso le tasse e raccoglie la liquidità a fronte delle emissioni obbligazionarie. Da questo fondo gli Stati Uniti prelevano la liquidità per finanziare la spesa pubblica.

Default: Gli Allarmismi Dei Media

L’America non andrà in bancarotta! Questo è un dato di fatto, e non succederà anche se il TGA dovesse precipitare a quota zero. Cominciamo col dire che nessun governo vuole tenere il proprio TGA troppo pieno di liquidità. Nel caso specifico degli USA, il TGA oscilla mediamente dai 400 miliardi di USD ai 70 miliardi di USD – in questo momento siamo intorno ai 57 miliardi di Dollari (FRED Economic Data) -.

Bisogna tenere presente che all’interno della gestione patrimoniale globale della FED, il TGA è una passività. Come tutte le passività, queste devono essere bilanciate dalle attività. Scendendo il TGA, devono salire le attività della banca centrale americana, viceversa, se il TGA sale, le riserve bancarie devono scendere. Questo è il motivo che impone di tenere la liquidità del TGA a livelli minimi.

Detto questo, nella gestione patrimoniale di ogni stato ci sono dei limiti che ogni governo si impone allo scopo di non squilibrare i conti pubblici, uno di questi è proprio il “tetto del debito”. Se è vero, come è vero, che un governo padrone della propria autonomia monetaria (come gli Stati Uniti) può stampare moneta e risolvere ogni tipo di criticità, è altrettanto vero che questa possibilità non è sempre una panacea perché stampare moneta all’infinito genera inflazione surriscaldando i prezzi.

Concordare un Nuovo Tetto

Oltre questo, c’è un’altra regola cui fare riferimento, che è quella di evitare di indebitare uno stato oltre una certa soglia. Emettere obbligazioni all’infinito provoca un deprezzamento del rating. Ecco che, raggiunto il limite concordato, un governo attinge la liquidità necessaria dal proprio TGA evitando di emettere nuove obbligazioni. A questo punto bisogna concordare a livello politico un nuovo tetto del debito, e deve farlo prima che il TGA arrivi a zero. Nell’attesa che l’accordo si raggiunga, e dovendo evitare di mandare in negativo il TGA, il governo taglia le spese, e nello specifico, parliamo di spesa pubblica. Il taglio della spesa pubblica provoca il crollo della fiducia dei consumatori, questi ultimi spendono meno e si accende lo spettro della recessione. Solo questo è il problema, e mai il default sottolineato dissennatamente dai media che non ci sarà mai.

C’e’ Un Accordo

Alzare il tetto del debito a 3400 miliardi dovrebbe essere la soluzione, con la promessa della riduzione della spesa. La proposta dovrebbe essere presentata, nella settimana che parte il 5 giugno, al Congresso, quindi non possiamo parlare di giochi chiusi, ma è anche vero che questo è già successo e che comunque un accordo si troverà.

La Reazione Dei Mercati al Default

I Mercati sono tutti in salita, sia in Europa sia negli Stati Uniti, è come se stessero disinteressandosi a questa situazione. Questa è la dimostrazione che al netto di qualche scaramuccia politica, l’accordo si troverà, e non importa quale accordo, ai Mercati interessa solo uscire dall’incertezza, il prezzo politico non è un costo. Quello che può accadere è che più l’accordo si avvicina alla scadenza, più aumenta la volatilità dei Mercati e la conseguente speculazione. È già accaduto nel 2011, sempre in estate, e sempre per un breve periodo prima di tornare ai livelli normali.

Se andiamo a guardare il Mercato delle opzioni e i loro premi, sono piuttosto bassi, quindi vuol dire che il Mercato non rileva la necessità di coprire rischi, è piuttosto tranquillo.