Home Hic et Nunc CORRERE DIETRO ALLE EMERGENZE FA DIMENTICARE I BISOGNI QUOTIDIANI

CORRERE DIETRO ALLE EMERGENZE FA DIMENTICARE I BISOGNI QUOTIDIANI

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Non esiste nessuna emergenza “polmonite dei bambini”. A metterlo nero su bianco un comunicato ufficiale dell’Organizzazione mondiale della sanità, che ha rassicurato l’opinione pubblica internazionale che un po’ di mezzi di comunicazione, da un lato all’altro del cosiddetto Occidente, aveva già cominciato ad allertare. Anche perché la presunta epidemia era partita dalla Cina. Proprio come il Covid

di Pietro Romano

Per paradosso, a proposito di Covid, molto meno spazio ha ottenuto la dichiarazione di Michael Gove, uno dei più autorevoli esponenti del Partito conservatore britannico, già al governo negli anni dell’epidemia e dell’emergenza planetaria, e soprattutto europea. Che cosa ha “svelato” Gove? Che dall’inchiesta ufficiale sulla pandemia risulterebbe che il Covid è opera dell’uomo.

E da qui sarebbero generate le difficoltà prima a capire poi a combattere in maniera efficace il virus. Anche un’inchiesta ufficiale è fallibile, per carità, ma se il metro dev’essere univoco una inchiesta ufficiale del Regno Unito ha una autorevolezza che come minimo merita una provata disamina da parte di organismi internazionali che non possono più trincerarsi dietro presunti segreti di stato, come fatto anche dalle istituzioni europee.

Non si può giustificare l’emergenza continua

Non si può, infatti, proprio agitando lo spettro-Covid giustificare una sorta di emergenza continua in occasione di ogni possibile focolaio di epidemia che scoppi in un punto qualsiasi del mondo. Vero è che la possibilità di contaminazione è moltiplicata dalla crescita a dismisura dei trasporti, dei viaggi, delle migrazioni ma, se l’inchiesta ufficiale di Londra ha un minimo di credibilità, più che organizzare “lotta alle emergenze” a getto continuo bisognerebbe tenere sotto controllo (ed eventualmente indagare) quei laboratori di ricerca dove, magari lautamente finanziati da soldi pubblici e quindi da noi, si procede a ricerche dissennate, inutili, sommamente pericolose. In una parola delinquenziali.

La lotta alle emergenze dietro l’angolo distrae interesse e risorse, peraltro, ai problemi ordinari della sanità. Per rimanere all’Italia: precedenti governi, mentre stanziavano centinaia di milioni di euro per finanziare fondazioni private all’estero, tagliavano regolarmente e drasticamente i fondi pubblici (è capitato in maniera costante negli ultimi dieci/ dodici anni) portando così il nostro Sistema sanitario nazionale ben lontano da quello che era un esempio europeo, benché non sull’orlo del baratro come capita di leggere o di sentire sempre più diffusamente. E perdendo il conto, così, anche di notizie che andrebbero amplificate.

E’ il caso dei dieci miliardi sbloccati per ospedali e case di comunità. Si tratta di soldi non spesi dei programmi dell’edilizia sanitaria ai quali è stata aperta una corsia veloce che sarà percorsa anche dalle strutture stralciate dopo la revisione del Pnrr, a causa dell’aumento dei costi delle costruzioni dal piano di rimodulazione proposto dall’Italia e approvato dalla Commissione Ue.

Il divario territoriale tra Nord e Sud in Italia

Sarà piuttosto il caso, ora, di vigilare con grande attenzione sull’iter di questi progetti. Non è un mistero per nessuno che la burocrazia italiana, già non brillante, a livello territoriale paga un divario (soprattutto tra Sud e Grandi Isole da una parte e dall’altra il Nord, con il Centro chiazzato ma oscillante più verso le regioni settentrionali) che potrebbe finire per allargarsi addirittura, favorendo il cosiddetto turismo sanitario, di per sé non uno scandalo, ma solo se limitato e scambievole. Anche in questo caso a fare la differenza, purtroppo in negativo, sarebbe la nefasta regionalizzazione contro la quale, e questo è il vero dramma, non solo nessuna delle forze politiche maggiori sembra davvero voler combattere ma che addirittura potrebbe acuirsi nei prossimi anni.

Da questo punto di vista, anche la demografia gioca a sfavore delle regioni meridionali. Ma, almeno se non si abbasseranno sbarre all’interno dell’Italia, un maggior divario si trasformerà in un aggravarsi del fenomeno del turismo sanitario peggiorando per forza di cose anche la sanità più avanzata.