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LA PENSIONE IN LEGGE DI BILANCIO 2024

anziani in vacanza pensione
credits: Monica Silvestre

Sulla nuova legge di bilancio c’è la proroga per l’opzione donna, la quota 103 e la normativa Ape social. Due sono le novità importanti per i contribuenti giovani. Questi ultimi sono tutte le persone che hanno cominciato a lavorare e versare contributi dopo il 1996. Per questa platea di lavoratori le novità a loro favore sono la pensione di vecchiaia e la pace contributiva

di Luca Lippi

Dal 1° gennaio 2024 i pensionati godranno di qualche euro in più. L’Istat ha confermato un’inflazione del 5,4% per il 2024, le pensioni saranno aumentate di una percentuale pari all’inflazione, grazie al meccanismo della perequazione automatica. In sintesi, non è altro che un “allineamento” al costo della vita in aumento – questo in linea di principio perché il “costo della vita” non è affatto allineato con l’aumento dei prezzi -. Il calcolo è presto fatto: per ogni mille euro lordi di pensione l’aumento è di 54 euro lordi. Per effetto di questo meccanismo, anche l’importo della pensione cosiddetta “minima” arriverà a sfiorare 600 euro – 598 euro lordi per l’esattezza -.

Una precisazione è obbligatoria: la fascia di perequazione al 100% – 5,4% sulla pensione – spetta a chi percepisce una pensione inferiore a quattro volte il trattamento minimo – pensione inferiore a 2100 lordi al mese –. Per le fasce superiori l’adeguamento sarà inferiore.

Per i Giovani

I giovani che hanno cominciato a lavorare dopo il 1996, ad oggi, possono pensare di andare in pensione di vecchiaia se soddisfano i seguenti tre requisiti: compimento dell’età pensionabile che oggi è 67 anni e che aumenta col meccanismo dell’aspettativa di vita; avere lavorato e versato almeno per 20 anni; terzo requisito è l’importo soglia.

Riguardo l’importo soglia, sostanzialmente si chiede – al momento dell’accesso a pensione – di avere versato contributi per una pensione di almeno 507 euro lordi. La vecchia soglia era di 760,50 euro lordi -. Al netto dell’importo che è lontanissimo dal garantire una sopravvivenza dignitosa – lo era anche il vecchio di 760,5 euro – comunque apre uno spiraglio per i contribuenti giovani di potere andare in pensione di vecchiaia.

Per quanto concerne la pace contributiva, che nella sostanza non è altro che un riscatto, consente di pagare di tasca propria i contributi all’Inps. Di fatto, la pace contributiva offre ai contribuenti giovani di andarsi a riscattare i periodi di vuoto tra un lavoro e un altro. Questa possibilità di riscatto era già stata proposta in passato ma solo ora, e in via sperimentale solo per il 2024 e il 2025, è diventata una possibilità. Da qui a valutare l’opportunità come migliorativa ed economicamente conveniente sarà tutto da vedere. L’onere di riscatto può essere corrisposto anche da terzi a favore del lavoratore. Anche dal datore di lavoro convertendo eventuali premi di produzione in contribuzione dell’onere di riscatto.

Quota 103

Potranno smettere di lavorare e andare in pensione tutti i lavoratori che compiono 62 anni di età con almeno 41 anni di contributi al 31 dicembre 2024. La quota 103 proposta per il 2024 prevede il calcolo contributivo su tutto il pro quota di pensione. Con conseguente penalizzazione sull’importo finale di pensione, ed è stato stabilito anche un tetto massimo di 2272 euro lordi al mese. Che cosa significa? Significa che se il pensionato accede alla pensione in quota 103 e ha maturato una pensione superiore a 2.272 euro lordi mensili, l’Inps corrisponde al pensionato al massimo l’importo stabilito dalla legge. Per poi adeguare la pensione al reale importo spettante solo al compimento del 67 esimo anno di età. Ultimo, ma non ultimo, i tempi di attesa per riscuotere la pensione in quota 103 si allungano. Dai vecchi tre mesi dal raggiungimento dei requisiti ai 7/9 mesi dal 2024.

Opzione donna

La versione è la medesima già nota nel 2023. Fino a pochi anni fa era una normativa che accompagnava in quiescenza le donne col calcolo contributivo al raggiungimento di 62 anni e almeno 35 anni di contributi. Dal 2023 il legislatore ha inserito una soglia di sbarramento all’ingresso; per essere più chiari, non bastava più l’età e il raggiungimento dei contributi, ma era necessario anche avere: un’invalidità civile pari o superiore al 74%; essere delle caregiver – conviventi con familiari titolari di legge 104 -; disoccupazione da aziende con tavolo di crisi presso il ministero. Da quest’anno, l’età scende a 61 anni.

Ape social

Confermata anche per il 2024 ma con una stretta dei requisiti di accesso. L’età minima per l’accesso sale a 63,5 anni e minimo 30 anni di contribuzione. Il trattamento spetterà, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, a tutti i soggetti che svolgono mansioni gravose, invalidi civili al 74%, conviventi con titolari di legge 104,3,3 e ai dipendenti disoccupati che hanno esaurito il relativo trattamento.

L’elenco dei lavori gravosi torna ad essere quello specificato nell’allegato C della Legge di Bilancio 2017. Operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici. Conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni. Conciatori di pelli e di pellicce. Conduttori di convogli ferroviari e personale viaggianti. Conduttori di mezzi pesanti e camion. Personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni. Addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza. Insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido. Facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati. Personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia. Operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.