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NUTRIZIONE, UNA SCIENZA IN CONTINUA EVOLUZIONE

nutrizionista Deborah Tognozzi

Dal concetto di puro dimagrimento a quello di benessere e buona salute: la nutrizione negli ultimi anni ha modificato i propri confini. Ha raggiunto bambini, giovani e adulti suggerendo un’adeguata alimentazione in grado di scongiurare problematiche di obesità e altre patologie connesse a scelte alimentari poco salutari

di Flavia Scicchitano

La nutrizione è una scienza che guarda avanti: basti pensare all’ introduzione di cibi fino a poco tempo fa estranei alla nostra dieta, al nuovo approccio interdisciplinare centrato sulla persona e allo sviluppo di nuove professioni. Ma proprio su quest’ultimo aspetto si dovrà porre l’attenzione per salvaguardare le scienze della nutrizione e la salute dei pazienti.

A parlarne è la dottoressa Deborah Tognozzi, biologa nutrizionista, specialista in applicazioni biotecnologiche ed esperta in nutrizione clinica e dello sport. Docente presso l’Università San Raffaele di Roma nel corso di laurea ‘Scienze della Nutrizione umana’ e presso l’Università Unicusano di Roma al master Psicologia dello Sport – modulo Sport e Nutrizione.

Qual è oggi l’importanza della nutrizione?

Il ruolo fondamentale della nutrizione è noto da sempre, ma è diventato evidente in modo più chiaro da qualche anno a questa parte; quando il concetto di puro dimagrimento ha ceduto il posto a quello di benessere e salute, nelle declinazioni della nutrizione clinica e della nutrizione sportiva. 

Se circa quindici anni fa la nutrizione ha iniziato ad acquisire risonanza, è negli ultimi cinque che si è raggiunta un’evoluzione anche sotto il profilo del percorso di studi. Il punto di partenza è uno: alla base di una buona nutrizione c’è una sana alimentazione in grado di apportare i nutrienti necessari.

Il concetto di nutrizione assume rilevanza specialmente in relazione alle problematiche di obesità e sovrappeso che, nel nostro Paese, registrano un’incidenza molto elevata negli adulti; con una tendenza in forte crescita anche nei bambini. Rispettare le regole di una corretta nutrizione sin dall’infanzia permette, quindi, di fare in modo che un bambino non incorra in situazioni di obesità domani.

Le indicazioni riguardano l’età scolare, 5-6 anni, passando per la fase prepuberale, puberale e adolescenziale. Se, infatti, non si corregge lo stato di obesità tra l’età scolare e la fase puberale, sarà molto probabile andare incontro a obesità o sovrappeso in età adulta. Questo poiché entro la fase puberale il numero di cellule adipose può aumentare e diminuire con più facilità. Una volta superata, il numero di cellule si stabilizza e diventa più difficile gestire il peso. Il bambino deve essere sempre seguito nella sua nutrizione dai genitori o, in caso di difficoltà organizzative delle famiglie, da un esperto.

È aumentata l’attenzione nei confronti dei giovani?

L’attenzione è aumentata anche nelle scuole. Negli ultimi anni vengono organizzati incontri formativi extracurriculari di divulgazione e prevenzione, per bambini e adolescenti. La nutrizione è presente anche in alcuni programmi di studio.

Stato e Comuni dovrebbero incentivare questi progetti, tenendo anche conto che l’adolescenza è un passaggio delicatissimo soprattutto per le ragazze. È molto sottile il confine tra una sana attenzione al proprio aspetto fisico e un’ossessione; i disagi psicologici che sottendono questi atteggiamenti possono indurre a in disturbi del comportamento alimentare. L’invito ai genitori è di osservare i propri figli in eventuali comportamenti non corretti.

Per esempio è frequente – e oggi accade anche attraverso alcune piattaforme – che le ragazze mettano in atto un programma di autocontrollo del peso e dell’alimentazione. Non conoscendo la scienza della nutrizione, si basano esclusivamente sulla scelta di cibi ipocalorici. Eliminando olio, grassi, carboidrati, per finire a mangiare solo pollo e verdure. Si entra così in un sistema di controllo ossessivo che può determinare problematiche psicologiche e organiche.

Quali sono, in linea di massima, le indicazioni per una corretta nutrizione?

La premessa è che ogni piano nutrizionale è ponderato in base alle esigenze del paziente. Ma la prima regola generale è che l’alimentazione deve essere la più varia possibile.

Nell’arco della settimana è importante mangiare tutto in quantità contenute. Dal punto di vista nutrizionale il nostro organismo necessita di carboidrati, grassi e proteine, poi sali minerali e vitamine, apportati dai diversi alimenti. I carboidrati, più demonizzati, se assunti in determinate quantità, qualità e modalità, non fanno ingrassare, anzi producono benefici in termini di energia immediata, oltre a essere necessari per alcuni processi biochimici.

Una dieta iperproteica non impostata correttamente, a lungo andare, può creare difficoltà dal punto di vista energetico e di salute.

Quali sviluppi hanno caratterizzato negli ultimi anni le Scienze della nutrizione?

Sicuramente si registra un aumento delle nuove professioni. Il lavoro del nutrizionista è nuovo in relazione ad una nuova consapevolezza sull’importanza della nutrizione. Prima si puntava esclusivamente a perdere peso, ricorrendo al dietologo o ai centri per il dimagrimento. In origine, quindi, esisteva solo la figura del medico specialista in dietologia, a cui poi si è aggiunto il biologo nutrizionista, figura abilitata allo svolgimento della professione, una volta superato l’esame di Stato, in autonomia nell’ambito della nutrizione.

In tempi più recenti sono nati i corsi di laurea in Scienze della nutrizione umana. Esistono poi altre categorie come i farmacisti o i laureati in scienze motorie che non sono abilitati a fare i nutrizionisti, non possono redigere e firmare diete né lavorare in autonomia. Aspetto che ha creato una sorta di libero mercato senza controlli. 

Prima di rivolgersi al nutrizionista è bene, invece, verificare, anche attraverso il sito dei diversi Ordini, se la persona che si sta contattando ha una specializzazione adeguata. Questa è una delle principali problematiche degli ultimi anni, che porta con sé dei rischi per la salute: una nutrizione sbagliata, sia in una situazione fisiologica che in una situazione patologica, può comportare l’insorgenza di danni importanti.

Un altro obiettivo, su cui si deve lavorare ancora molto, è l’approccio interdisciplinare attraverso una collaborazione con le diverse figure competenti in campo sanitario e dell’attività motoria: in presenza di patologie il nutrizionista deve confrontarsi con il medico. Altre figure importanti con le quali il nutrizionista può collaborare sono l’osteopata e il fisioterapista. Novità riguardano poi la nutrizione applicata al miglioramento dello stato di salute e quindi alla produttività anche a fini lavorativi.

In che senso?

Nell’ambito della nutrizione alcune aziende stanno promuovendo incontri informativi e formativi su quella che è la corretta alimentazione per la salute e il benessere, con focus su tematiche specifiche, prevedendo anche la possibilità per i lavoratori interessati di rivolgersi a figure professionali riconosciute. L’idea alla base è questa: se i dipendenti sono messi in condizione di benessere anche dal punto di vista nutrizionale, si riducono le insorgenze di patologie quali diabete, ipertensione, problemi cardiologici, con una riduzione dell’assenteismo e un miglioramento della produttività aziendale. 

Nuovi traguardi del settore?

I nuovi traguardi, o meglio innovazioni, riguardano, senza dubbio, i cambiamenti in atto sul fronte delle nostre abitudini alimentari. L’autorizzazione anche in Europa all’introduzione nella dieta di alimenti nuovi, come ad esempio le proteine provenienti dagli insetti, apre a nuovi orizzonti. Il dibattito è però ancora in corso e non sempre di facile soluzione.

Quanto è importante il legame tra sport, quindi corretto stile di vita, e cibo?

È un binomio imprescindibile per ottenere dei risultati: non si può pensare di essere in salute o dimagrire solo con una corretta alimentazione o solo con l’attività motoria. La nutrizione sportiva spiega cosa e come bisogna mangiare per migliorare la performance, in alcuni casi anche con programmi molto specifici per il tipo di sport.

Allo stesso tempo è importantissimo accompagnare la dieta ad un’attività motoria: in caso di colesterolo o glicemia alta è fondamentale il movimento per riportare i parametri a livelli accettabili. Si consiglia una camminata sostenuta e continuativa per almeno 30- 45 minuti a un battito cardiaco utile affinché si svolga un’attività metabolica che varia in funzione all’età. Poi ci sono le attività che possono essere svolte in palestra, il fitness e l’attività di sala, che dipendono dallo stato di salute, dall’età e dall’allenamento della persona e, soprattutto, da cosa vuole ottenere.

Che percezione si ha oggi della figura del nutrizionista? 

La figura del nutrizionista è ormai entrata in tutte le case, è accettata e molto utilizzata. Però, come detto, ritengo che ci sia un pò di confusione. Molte persone non sanno bene quale sia il titolo di studio che deve avere il nutrizionista per svolgere la professione. È aumentata la richiesta e la concorrenza ed è bene specializzarsi. 

Come potrebbero cambiare le abitudini alimentari nei prossimi anni?

Al di là dell’introduzione nella dieta di nuovi alimenti provenienti dall’estero, stiamo iniziando a intravedere un ritorno allo slow food, sinonimo di qualità e benessere. C’è il desiderio di riprovare i vecchi sapori, più freschi e naturali. Per questo bisogna imparare a scegliere e a leggere le etichette. Si torna a puntare sulla sicurezza alimentare e l’Italia è all’avanguardia su questo.